PROLOGO
L'individuo giaceva a terra, sdraiato
in quello che non si poteva definire un pavimento e nemmeno un terreno. Una
distesa di fumo scuro e maleodorante si trovava sotto di lui e lo sorreggeva,
evitandogli così la caduta nell'abisso delle anime. L'unico rumore, che
riecheggiava in quel tetro ambiente, era una leggera brezza. Nonostante l'aria
non fosse aspra, non lasciava presagire alcunché di buono. Il corpo di quello,
che non sembrava un uomo, ma neppure uno spirito, era ancora riverso a terra.
Alcune anime si radunarono intorno a lui, incuriosite per quello strano evento;
nessun essere simile aveva mai fatto ingresso nel loro mondo. Iniziavano a
chiedersi fra loro chi fosse costui e per quale motivo fosse stato mandato lì.
Non era uno spirito come loro, poiché senza dubbio non era morto, tuttavia se
era giunto in quel luogo, verosimilmente non poteva neanche essere vivo. Le
loro parole ruppero il silenzio spettrale, che da sempre regnava sovrano in
quegli oscuri paesaggi, ognuno di loro cercava di indovinare chi fosse il nuovo
arrivato. Alcuni dicevano fosse uno strego- ne, altri un assassino, altri
ancora ipotizzavano fantasie tanto sciocche da non meritare di essere citate.
Infine il loro vociare si interruppe bruscamente, il nuovo arrivato si stava
risvegliando. Anche se il termine risveglio non è propriamente esatto, in quel
mondo nessuno dormiva o riposava, queste sono abitudini degli esseri viventi,
non dei morti. I morti non vivono, di conseguenza non devono nemmeno riposare,
come può riposare un'essenza che non esiste, quali fatiche potrà mai affrontare
dopo il suo trapasso? Aprì gli occhi di
scatto e notò subito l'assembramento di spiriti disposto intorno a lui, non
tardò a capire il luogo dove si trovava. La prima preoccupazione fu di
controllare che tutto fosse andato secondo i suoi piani. Si alzò lentamente in
tutta la sua possenza, come se fin da principio volesse incutere timore in
coloro che avrebbero dovuto trascorrere l'eternità con lui. Controllò con
estrema accuratezza ogni parte del proprio corpo e notò con gran piacere che
era riuscito nel suo losco intento. Ogni anima malvagia sa bene che, per quanto
possa essere lunga la sua vita, prima o poi dovrà aprire le porte della sua
dimora alle Janas e subire senza alcuno sconto la dura sentenza di Maymon. La
sua anima maligna era stata condannata dal Dio, egli questo già lo sapeva,
ricordava ancora gli ultimi istanti vissuti nel Regno Terreno. Qualsiasi altra
creatura, sul letto di morte, avrebbe implorato il perdono degli Dei,
supplicando in ogni modo la loro indulgenza, facendo promesse che non avrebbe
potuto mantenere, giacché il suo tempo nel mondo era finito. Tutti si sarebbero
comportati in tal maniera, nessuno affronta la morte senza redimersi di alcuni
gesti scellerati compiuti durante la vita. Nessuno, tranne lui. Sapeva di non
essersi comportato rettamente durante tutta la sua esistenza, molta gente era
morta a causa sua e aveva subito lutti, umiliazioni, soprusi e malefatte di
ogni genere. Questi pensieri non gli attanagliarono affatto la mente durante
gli ultimi giorni di vita; l'unico atto mancato della sua vita era un altro, e
lui lo sapeva bene. Aveva conquistato popoli, terre e regni, il suo potere
oscuro si era espanso ben più a sud delle Alte montagne oscure,più di quanto
nessun altra creatura maligna fosse mai riuscita o avesse mai pensato. Una sola
parola gli attanagliava la mente morente, un solo popolo era scampato alla
furia del maligno. Nessuno sconfisse mai l'Oscuro Signore, questo era impossibile
anche per degli Dei; questo popolo, però, era riuscito con uno stratagemma e un
aiuto trascendente a non farsi sottomettere. Non poteva morire, abbandonando
per sempre il mondo, sapendo che la sua opera non era ancora compiuta del
tutto. Un solo desiderio infervora- va la sua mente: vendetta, questo era ciò
che bramava. Non doveva e non poteva finire così la sua esistenza, gli Dei si
erano intromessi in una faccenda terrena, pur di non farlo trionfare, anche loro
dunque avrebbero pagato a caro prezzo quest'affronto.
Respirò l'aria maleodorante di quel luogo in segno di trionfo, gli sguardi
degli altri spiriti confermavano una volta di più che il suo piano era
perfettamente riuscito. "Benvenuto nel nostro mondo" disse
una delle anime, facendosi coraggio. "Questo è il Regno dei Morti".
Una risata sinistra si levò tra i fumi addensati in quel cupo paesaggio; è
difficile spiegare con le parole, ma quel luogo già tetro, divenne ancora più
oscuro dopo il suo arrivo.
Alla povera anima, che aveva osato rivolgergli parola, si gelò il sangue che non
aveva nelle vene. "Chi sei?" Chiese
impaurito. "Perché mai sei stato mandato qui?"
L'Oscuro signore non lo degnò di risposta, voltò la schiena al suo
interlocutore, rimasto solo, dopo che tutti gli altri erano fuggiti per paura,
e iniziò a camminare per quelle lande oscure e desolate, meditando sui futuri
piani e sulle mosse che avrebbe attuato.<<L'incantesimo è stato completato
appena in tempo, l'esito è sbalorditivo>> pensò tra sé e sé.
Egli non era vivo, giacché la sua anima dimorava nel Regno dei Morti, allo
stesso tempo, però, non era neanche morto. Il suo corpo non si era separato
dall'anima, il risultato di quest'oscuro artifizio era stato trasformarlo in
non-essenza. Egli ardiva ritornare alla radice dell'esistenza, come un essere
prima di nascere; aveva ultimato la sua trasformazione appena prima di esalare
l'ultimo respiro, nemmeno le Janas si accorsero della sua trasformazione.
Si sedette a terra ed incrociò le gambe, così da poter meditare in assoluta
concentrazione. Ora doveva solo attendere; il suo ritorno sarebbe stato
imminente, come una calamità si sarebbe abbattuto sui suoi nemici, nessun uomo
sulla terra avrebbe avuto scampo dalla sua furia. Prima però doveva pensare
alla vendetta, chiuse gli occhi, cercando di immaginare quell'isola che aveva
maledetto e il popolo che con un inganno era sopravvissuto alla sua
devastazione.
"Icnousa", questa fu la prima ed unica parola che pronunciò nel Regno dei Morti.
Un sorriso malefico si dipinse sul suo volto mentre le nebbie gli avvolgevano
il corpo.
Nome
Lorenzo vacca
lorywek@gmail.com
Città
Ospedaletti (IM)
Nazione
Italia
Ogni anima malvagia sa bene che, per quanto possa essere lunga la sua vita, prima o poi dovrà aprire le porte della sua dimora alle Janas e subire senza alcuno sconto la dura sentenza di Maymon. (Prologo)
